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Saronno una grande storia

Cenni storici
La città assunse il nome con cui è conosciuta ancora oggi solo nel XVIII secolo dopo essere stata denominata prima SOLOMMUM e poi SERONIUM dai suoi precedenti dominatori, i Celti, gli Etruschi e infine i  Romani. Nel Medio Evo Saronno fu un importante crocevia per i commerci e durante un periodo di guerra civile tra i vari rami della famiglia Visconti, la città fu addirittura cinta da mura per la sua importanza militare ma che in seguito vennero smantellate.

Intorno alla metà del 1300 il borgo da militarizzato torna a essere prevalentemente di carattere agricolo e artigianale. Successivamente Saronno fu governata dai Visconti, dagli Sforza e quindi dai Biglia, dalla fine del 1700 all’inizio del 1800. Saronno durante questi secoli alternò splendori a miserie. Degni di nota sono i saccheggi subiti dall’esercito dei lanzichenecchi, l’epidemia di peste che la afflisse nel 1576 e quella ancora più grave per le sue conseguenze, del 1629, che fu citata dal Manzoni nel celeberrimo romanzo “I promessi sposi”. All’inizio del Settecento Saronno fu conquistata dagli austriaci, dominazione che fu interrotta  per pochi anni da quella Napoleonica, ma nel 1827 una grande tragedia era in agguato! La città venne distrutta da un violentissimo incendio che rase al suolo  l’intero quartiere di San Cristoforo. A metà del 1800 Saronno conta poco più di 5000 abitanti e l’economia, prevalentemente artigianale ed agricola, inizia lentamente e risplendere. Nel 1879 nascono le prime industrie: biscottificio Lazzaroni, Parma casseforti, la Torley, l’Isotta  Fraschini che diventò poi Breda e tantissime altre. Nasce anche l’importantissimo tronco delle attuali Ferrovie Nord che collega Saronno con Milano e a questo seguiranno a breve termine quelli Como e Varese. Saronno dopo la prima guerra mondiale, passò dalla provincia di Milano a quella di Varese e nel 1960 ottenne il titolo di Città per il suo rapido sviluppo economico.

Luoghi di interesse
Saronno, città famosa in tutto il mondo per i biscotti Lazzaroni e per l’Amaretto omonimo, non è solo un fiorente centro industriale, ma è ricca anche di arte e di cultura.

Lo dimostra lo splendido santuario della Beata Vergine dei Miracoli, sorto nel luogo dove avvennero numerose guarigioni, fu costruito nel 1498 in stile rinascimentale. Fu poi rimaneggiato tra il cinquecento e il seicento assumendo una facciata barocca. All’interno si possono  ammirare la splendida cupola affrescata da Gaudenzio Ferrari e i lavori di Bernardino Luini.

A breve distanza dal Santuario, sorge Casa Morandi, costruita come rifugio per i pellegrini oggi è adibita a sede della biblioteca civica. Poi troviamo la chiesa di San Francesco che, per tradizione, fu costruita da Sant’Antonio di Padova su una chiesa precedentemente dedicata a San Pietro.
Dopo un breve tragitto in Corso Italia, caratterizzato da portici di epoca ottocentesca e animato da negozi e locali, in via Carcano troviamo il Museo Giannetti che ospita una ricca collezione di porcellane dell’industria saronnese e infine il Museo delle industrie e del lavoro Saronnese, dedicato al tema dei trasporti ferroviari e dei macchinari industriali datati fine ottocento fino agli anni sessanta del secolo scorso.

Luoghi d’interesse

Museo  MILS

 

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